cuneo boves borgo - Ferrovie Dismesse | Disused Railways

Ferrovie Dismesse
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Ferrovia "Cuneo Gesso - Boves - Borgo San Dalmazzo"
informazioni e foto a cura di Maurizio Vigna - Taglianti ©
La dismessa linea “Bovesana”: "Cuneo – Boves – Borgo S.D."
articolo di presentazione by Maurizio Vigna Taglianti ©

Le foto che vedete nella sottostante galleria fotografica sono relative alla vecchia stazione denominata “Cuneo Gesso” (Gesso è il nome del torrente che scorre lì accanto e sul quale passano ancora i binari della ferrovia). Attualmente, subito dopo la stazione c’è un ponte dopo il quale la ferrovia prosegue verso Mondovì e Savona. Fino a circa 30 anni fa il tracciato, subito dopo il ponte sul torrente Gesso, si biforcava: da una parte in direzione Mondovì(cosa che accade tuttora), dall’altra prendeva la direzione di Boves e Borgo San Dalmazzo: quest’ultima soluzione è quella che a noi interessa in quanto si tratta del cosiddetto “Primo Tronco” della “Ferrovia Cuneo – Ventimiglia”, costruita da Francesco Vigna Taglianti (avo dello scrivente) con inizio lavori nel 1883. Ai nostri giorni i treni per Ventimiglia non passano più da Cuneo Gesso e Boves ma partono dalla nuova stazione di Cuneo (costruita tra il 1919 ed i primi anni Trenta) raggiungendo, dopo un tratto in sotterranea (sotto la città di Cuneo) direttamente Borgo San Dalmazzo per proseguire verso Limone Piemonte, attraversando le stazioni di Roccavione, Robilante e Vernante (in quest’ultima località la ferrovia si immette in una galleria elicoidale, ultimata nel 1891); dopo Limone Piemonte, una volta attraversato in galleria il valico del Col di Tenda, si prosegue per la Valle Roja, in territorio francese, per poi scendere a Ventimiglia. Il ponte situato dopo la vecchia stazione (Cuneo Gesso) è stato ricostruito dopo l’alluvione del 1996 che lo aveva completamente distrutto. Un ferroviere attualmente in pensione (Sig. Dalmasso) ha raccontato all’autore delle foto un “inquietante” particolare: “il giorno che il vecchio ponte a mattoni crollò era appena transitato un treno passeggeri per Mondovì; dopo qualche minuto appena i pilastri del ponte cedettero sena che alcuno, a bordo del treno, si accorgesse di nulla. Una volta che il convoglio giunse a Mondovì fu informato il capotreno, il quale, nel viaggio precedente al crollo, aveva avvisato i responsabili della manutenzione di aver avvertito il treno “ondeggiare” durante il transito sul ponte; il suo avvertimento fu però sottovalutato e classificato come una semplice “sensazione”…”. Attualmente la vecchia sede della ferrovia è percorsa da una larga strada; della stazione di Boves rimane qualche fabbricato adibito a tutt’altro (magazzino Provinciale). Per raggiungere la stazione di Cuneo Gesso (che attualmente ospita solo alcune coppie feriali di treni per Mondovì e qualche convoglio merci) occorre scendere dai bastioni della città, partendo dal Viale degli Angeli, all’altezza del centro storico, sia mediante strada sia, a piedi, per mezzo di un sentiero che conduce direttamente al piazzale della stazione; la stazione quindi è ad una quota inferiore rispetto al nucleo della città, a mezza costa della valle sul fondo della quale scorre il torrente Gesso. Nei pressi della stazione c’è un raccordo ferroviario, con relativo scambio, che conduce ad una piccola fabbrica di pali in legno (ditta “Stella”); sembra però che non venga più utilizzato (sarebbe meglio interpretare in “si impedisce che venga utilizzato”) per favorire il lavoro mediante i TIR! In località Borgo San Giuseppe (familiarmente conosciuto come Borgo Gesso o “Burg Gess”), fra Cuneo e Boves, è stato ricostruito un breve tratto di linea ferroviaria in memoria della “Ferrovia Bovesana”. Dalle foto si evince il tutto. A Borgo S.D. sono state scattate alcune foto al “Memoriale della Deportazione”: si tratta di 2 carri merci (per trasporto bestiame) piazzati su un binario tronco (guardando la stazione dal piazzale stradale, sulla sinistra), con i nomi – realizzati in ferro – delle numerose famiglie ebree che nel 1944 furono ammassate dalle SS in stazione e quindi deportate ad Auschwitz su carri simili a quelli collocati come monumento alla memoria. Nelle vicinanze della Stazione di Borgo S.D. c’è un grosso caseggiato (nelle foto è quello per metà giallino e per l’altra metà coperto da impalcature); si tratta della palazzina che ospitava gli alloggi dei ferrovieri; questa struttura fu realizzata negli anni 80 dell’800 da Francesco Vigna Taglianti, in concomitanza con la costruzione della “Ferrovia Bovesana”. Nel centro storico di Borgo S.D. sono state scattate due foto della casa natale dell’Ing. Sebastiano Grandis, il progettista del Traforo ferroviario del Fréjus.
Maurizio Vigna Taglianti
(redatto da Ferrovie Dismesse)


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