Ferrovie Dismesse

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la Ferrovia Stresa - Mottarone (pagina 1)

Stresa, località turistica d'élite e perla del Lago Maggiore, è sovrastata dal Monte Mottarone (1490 m slm): dal Mottarone si gode il più grandioso panorama alpino d'Europa che si estende dalla catena alpina (dal Monviso al Monte Rosa - dal Sempione all'Adamello) alla pianura padana con, in particolare, una superba vista sui sottostanti Laghi Maggiore e d'Orta oltre che su altri cinque Laghi: Mergozzo, Varese, Comabbio, Monate e Biandronno.
Stresa, già dai primi anni del 900, grazie anche all'apertura del traforo ferroviario del Sempione, avvenuto nel 1906, assurse all'élite delle località turistiche dei laghi prealpini; il turismo si accrebbe velocemente sia nella stagione estiva sia nella stagione invernale grazie all'amenità del luogo e della sovrastante montagna del Mottarone (passeggiate suggestive ed interessanti - Boschi e Pinete - Fresche sorgenti di ottime acque).
Dopo aver avuto importanti riscontri positivi dalla ferrovia a cremagliera di Vallombrosa, nei pressi di Pontassieve (FI), che collegava le località di Sant'Ellero a Saltino (quest'ultima era poi collegata a Vallombrosa mediante una breve strada pedonale) e che fu costruita, fra il maggio ed il settembre 1892, su progetto del Conte Ing. Giuseppe Telfener del novembre 1891, il Geom. Tadini fu indotto a redigere un progetto per una ferrovia ad aderenza mista che collegasse Stresa con la vetta del Mottarone.
Il progetto esecutivo fu della società Alioth che comunque ricalcava quasi interamente quello originale del Geom. Tadini; fu così che il 12 luglio 1911 venne aperta al servizio pubblico la Ferrovia "Stresa - Mottarone" anche se, subito dopo l'apertura, la "ferrovia" venne riclassificata come tramvia interurbana.
Il tracciato della linea, lunga circa 10 km ed a scartamento metrico, partiva da Stresa con un doppio capolinea: dal Piazzale dell'Imbarcadero della Navigazione Laghi e dal fianco della Stazione Ferroviaria delle Ferrovie dello Stato. I due rami si riunivano, poco dopo l'abitato, per continuare la loro salita alla meta con un doppio sistema (da qui la denominazione della ferrovia, "ad aderenza mista"), ad aderenza naturale ed a cremagliera del tipo Strub. L'alimentazione era a corrente continua a 750 Volt. Lungo la linea c'erano tre stazioni (Alpino - Gignese - Levo) e due fermate: l'intero percorso veniva effettuato in 1 ora e 15 minuti.
Il materiale rotabile veniva ricoverato a Stresa ed era composto da 5 elettromotrici e 3 rimorchiate "a giardiniera"; 4 carri di servizio completavano la flotta. Le motrici, in livrea gialla, erano di costruzione svizzera; i loro carrelli erano prodotti dalla SLM di Winthertur, azienda specializzata nella costruzione di materiale ferroviario ad aderenza artificiale. Le elettromotrici accoglievano fino a 110 persone cadauna, tra posti a sedere e posti in piedi. Il servizio si basava su tre coppie di treni in bassa stagione e sei coppie in alta. Era altresì prevista la possibilità di organizzare corse straordinarie su richiesta.
La partenza della ferrovia fu un po' rallentata a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale ma, successivamente a questa, l'esercizio riuscì a mantenersi positiva: quindi gestione accorta sia relativamente al traffico locale sia a quello turistico. Incredibilmente e paradossalmente le cose andarono meglio durante la Seconda Guerra Mondiale: infatti, non avendo subito danni rilevanti dagli eventi bellici, fornì un comodo collegamento per i milanesi sfollati e rifugiati sulle pendici del monte; si pensi che l'anno 1945 fu toccato il record di 100.000 biglietti staccati!!
Con l'arrivo degli anni 50 e 60 si cominciarono a sentire quelle cantilenanti lamentele, provenienti da più parti, sul fatto che la ferrovia era antiquata, improduttiva e che un servizio automobilistico o funiviario avrebbero potuto sostituirla. Però con un'aggravante: quella che i governanti locali dell'epoca avrebbero avuto tanti esempi dalla vicina Svizzera sul come rilanciare e gestire una ferrovia turistica. Purtroppo la storia non andò diversamente da latri luoghi e così, nel giugno 1963, fu posta la parola "fine" alla Ferrovia "Stresa - Mottarone". Le vetture furono rottamate o vendute. Oggi, il servizio viene svolto da una funivia, la cui stazione è peraltro piuttosto distante dal centro di Stresa: impiega 18 minuti ma dal centro occorre fare un tragitto in bus per arrivare alla stazione di partenza.

           

01) la Stazione a Lago della Ferrovia "Stresa - Mottarone"; 02) Estate 1911: la Ferrovia arriva al Lago (Via Principe Tommaso); 03) Via Principe Tommaso nel 1913; 04) Piazza Marconi nel 1912 con il monumento ad Umberto I, cui, allora, la piazza era dedicata; 05) ancora la Via Principe Tommaso, a Stresa

           

01) un'altra veduta di Via Principe Tommaso con il treno; 02) la Ferrovia del Sempione (tratto Arona - Domodossola) fu inaugurata il 10 Gennaio 1905; nella foto la Stazione di Stresa ed il Capolinea iniziale della Ferrovia del Mottarone con la pensilina in stile liberty agli inizi del 1900: 03) la Ferrovia Elettrica a Cremagliera "Stresa - Mottarone"; 04) particolare della Vetta Mottarone nel 1912; 05) un'elettromotrice in linea

           

01) depliant illustrato della Ferrovia Elettrica a Cremagliera "Stresa - Mottarone"; 02) un convoglio in linea; 03) Fermata di Vedasco: prima Stazione della linea da Stresa; 04) elettromotrice in sosta alla Stazione "Vetta Mottarone"; 05) la Stazione "Vetta Mottarone"

Cremagliera sistema "Strub", utilizzata sulla Ferrovia Elettrica "Stresa - Mottarone" (1911 - 1963)

Nota: cliccare sulle foto per ingrandirle in pagina dedicata (pop-up)